"Lei sta all’orizzonte: mi avvicino due passi, lei si allontana due passi. Cammino dieci passi, e l’orizzonte si allontana dieci passi più in là. Per molto che io cammini, mai la raggiungerò. A che serve l’Utopia? A questo serve: a camminare!" (Eduardo Galeano)

giovedì 11 ottobre 2007

PRIMO BILANCIO DEL PARTITO DEMOCRATICO


Domenica 14 ottobre (tra 3 giorni) si recheranno nei vari seggi allestiti in tutte le città d’Italia, moltissimi italiani che credono nel progetto del Partito Democratico e del potenziale che esso racchiude. Certamente il 15 ottobre comincerà una fase nuova di questa avventura, e per ogni cosa che comincia, ce n’è una che finisce. Allora conviene fare il primo bilancio, quello relativo a questi mesi di preparazione alle primarie, anche se potrebbe sembrare precoce. Gli spunti positivi credono siano stati molti. In particolare ne vorrei citare tre:
- incontri, partecipazione, dibattiti, lettura. Questo è avvenuto in questi mesi. Attraverso i banchetti, i vari incontri e gli innumerevoli forum sul web, si sono creati dibattiti, scambi di opinione, nuove conoscenze e riflessioni. Tutto questo è già patrimonio oggi del futuro Partito Democratico. Una base forte sulla quale costruire le linee guida del partito nuovo che andiamo a fondare. L’ascolto è il vero denominatore comune di questa prima fase. Difficile allenarsi all’ascolto in un ambiente (quello della politica) dove tutti parlano di tutto, ma nessuno ascolta nessuno. Eppure il PD ci è riuscito in questi mesi, seppure spesso con alcune interferenze, a mettersi in ascolto della base, del cittadino comune che vive ogni giorni disagi e bellezze della propria vita.
- internet. Forse pochi lo sapranno, ma proprio ieri (mercoledì 10 ottobre) per la prima volta nella storia della democrazia italiana, si è tenuto un confronto politico trasmesso esclusivamente via internet. Inoltre è stata una campagna elettorale combattuta soprattutto sul web, con forti investimenti dei vari candidati sui propri siti internet. Anche questo è un nuovo modo di pensare al modo con cui far politica. Certo oggi questa cosa non porta in termini reali a grossi vantaggi, ma tra 20 anni questo potrebbe essere chiave di volta nell’esito di alcune elezioni. Web come nuova frontiera della democrazia, anche in questo il PD si porta dietro un piccolo investimento che avrà ritorni consistenti sul lungo periodo.
- il partito nuovo. Per la prima volta dopo anni, nasce un partito che vuol essere davvero un partito. Ci siamo abituati, in quella che viene definita seconda repubblica, ad assistere alla nascita di partiti che sono come delle società per azioni. Una persona decide di aprire un partito e cerca, in una fase successiva, di raccogliere chi la pensa esattamente (più o meno consapevolmente o indotto da fattori di massa) come lui. Questa volta invece si vuole creare un partito che abbia dentro di se quelle caratteristiche attribuite dal nostro impianto costituzionale. Nasce partendo da tanti cittadini che eleggono il proprio segretario, che però non è l’onnipotente e onnisciente della situazione, ma che con cadenza prestabilita rimetterà il proprio mandato ai cittadini. Un partito che nasce con l’ambizione di rinnovare il contenuto stesso di questa parola, proiettando al futuro il significato di impegno politico secondo nuove modalità e regole.
Questi mi sembrano i tratti al momento già conquistati di questo Partito Democratico. Certo il 15 inizierà una fase ancora più difficile e dal quel giorno non ci sarà più spazio per le intenzioni o i “farò”. Il 15 inizierà la partita vera. Per ora l’allenamento e il riscaldamento sono andati bene (anche se con qualche difficoltà), speriamo di giocare bene la partita, ricordandosi che è importante vincere, ma ancora di più importante è dare il massimo e giocare il tutto per tutto durante la partita che sta per iniziare.

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